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11. Rita Romanelli, Reimpieghi a Ravenna tra X e XII secolo nei campanili, nelle cripte e nelle chiese.

11. Rita Romanelli, Reimpieghi a Ravenna tra X e XII secolo nei campanili, nelle cripte e nelle chiese.

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Spoleto 2011, pp. XVI-196 (illustrato).

"Ravenna conobbe il suo massimo splendore fra l’età di Onorio e quella di Giustiniano, passando attraverso Teoderico. In quegli anni la città si è ingrandita, ha visto sorgere residenze imperiali, cappelle palatine, chiese fulgide di mosaici, promosse dai detentori del potere e dai vescovi. Durante il Medioevo, con la perdita del ruolo di capitale, Ravenna ha conosciuto un graduale consistente declino. Per questo motivo si è reso possibile e insieme necessario sfruttare la presenza in città di strutture antiche, attingendone i materiali – i laterizi, le pietre, i marmi grezzi e lavorati – per nuove costruzioni, che tuttavia rivelano tracce meritevoli d’interesse. Da questa realtà prende le mosse questo libro per esplorare i materiali di reimpiego nelle architetture medievali della città di Ravenna. Nella prima parte si individuano i luoghi del reimpiego, proponendo un’indagine sui singoli edifici databili fra X e XII secolo, per lo più contesti autonomi quali cripte e campanili, giustapposti a strutture preesistenti. Di queste architetture si affronta anche un’analisi dei restauri otto e novecenteschi, muovendo dalle ricerche di Giuseppe Gerola, soprintendente ai monumenti della città fra il 1910 e il 1920, con l’apporto di documenti conservati presso i fondi archivistici di Roma e di Trento. Nella seconda parte il catalogo dei materiali del reimpiego è organizzato topograficamente, e, fornendone la descrizione, ne discute la cronologia dalla prima lavorazione alle successive rilavorazioni, compiute anche per adattare il manufatto alla nuova struttura. Le fotografie che accompagnano ogni singola scheda e i grafici che li visualizzano ogni volta nell’insieme dell’edificio che li accoglie, facilitano la lettura di pezzi lavorati che per la loro ubicazione risultano ad oggi per lo più sconosciuti. Le conclusioni si riallacciano ai temi della prefazione, nell’ambito della prospettiva ravennate: si penetra all’interno del cantiere medievale per raccogliere spunti sulle figure dello scalpellino e dello scultore, senza tralasciare il processo che dalla penuria di materie prime sofferta nel Medioevo e dal corrispondente riutilizzo di materiali antichi ci porta sulle tracce di esperienze tecniche del costruire mutuate dalla prassi antica."

Indice:
Adriano Peroni, Presentazione - Rita Romanelli, Premessa
I. I luoghi del reimpiego: le cripte 1.Le cripte ravennati del IX secolo - 2. Le cripte ravennati dei secoli X e XI - 3. Spolia nelle cripte ravennati: uso accidentale o scelta consapevole?

II. I luoghi del reimpiego: i campanili 1. I campanili ravennati - 2. Cronologia dei campanili di Ravenna - 3. Restauri ai campanili di Ravenna - 4. Il laboratorio del riuso: novità e comprensione dei modelli antichi

III. I luoghi del reimpiego: le chiese 1. La fronte della chiesa di San Salvatore - 2. Vicende medievali del Battistero degli Ortodossi

IV. I materiali del reimpiego: le sculture. Catalogo dei reimpieghi nelle cripte, nei campanili e nelle chiese

V. Conclusioni 1. Un passo indietro: i reimpieghi di età tardoantica - 2. Spolia cristiane per il reimpiego di


ISBN 978-88-7988-365-8