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10. Ermanno Orlando, VENEZIA

10. Ermanno Orlando, VENEZIA

Codice Prodotto: ISBN 978-88-6809-105-7
Disponibilità: In Stock
Prezzo: 15,00€

IL MEDIOEVO NELLE CITTÀ ITALIANE, 10      (VISIONA TUTTI I VOLUMI DELLA COLLANA)

Spoleto 2016, pp. X-270, tavv. f.t. 16., ISBN 978-88-6809-105-7

Ad ogni visitatore che giungeva in laguna, Venezia appariva in tutta la sua singolarità e splendore: un prodigio di equilibri, pur tra tante anomalie e contraddizioni, a cominciare dal rapporto, così peculiare e suggestivo, tra la pietra e l’acqua. Tuttavia, non erano solo la particolarità del sito o l’incanto dell’ambiente urbano a stupire il visitatore. A sorprenderlo era anche la tramatura così compatta del paesaggio cittadino: quasi un unico blocco di pietre emergente dalla laguna, senza periferie e campagne tutt’attorno, come qualsiasi altra città del tempo, addirittura senza mura, ma perfettamente definito dall’acqua, che ne segnava il limite e il perimetro come e più di una cinta muraria. Ad affascinarlo erano l’opulenza e il benessere della città: da nessun’altra parte i palazzi e le chiese erano così numerosi e ricchi come a Venezia; in nessun altro posto i mercati e le botteghe straboccavano di ogni ben di Dio come in laguna; non c’era porto dove le merci si accumulassero in tale misura e con tanta frequenza come in quel luogo. Ad inebriarlo, infine, era l’affollamento di persone in città, una metropoli tra le più popolose dell’occidente europeo: gente dappertutto, sempre di corsa e indaffarata; gente di ogni provenienza, che parlava le lingue più disparate e professava le più diverse religioni; gente di tante culture, che a Venezia si incontrava e mescolava, dando luogo ad originali sincretismi, al punto che tutto colà – dall’architettura al rito, dai suoni agli odori – sapeva allo stesso tempo di lontano e vicino, di mare e di terra, di oriente e di occidente. Nonostante il sito, in apparenza così sfavorevole, Venezia si presentava, insomma, come un luogo straordinario, capace di racchiudere in sé tutte le bellezze e tutte le ricchezze. Dietro a quell’immagine si riconoscono a stento la fragilità e quasi l’inconsistenza degli ambienti originari, una manciata di isolotti, completamente circondati da acque salmastre, acquitrini e fanghi; i lunghi processi di edificazione della città, fatti di tanto lavoro e fatica, di continue bonifiche e persistenti cantieri; i tempi lunghi della storia, le sue discontinuità e incoerenze, che pur avevano reso Venezia la città ricca e potente che tutti, a fine medioevo, potevano ammirare. Sapere da dove si è partiti è fondamentale per capire cosa si è diventati; tanto più per una città che a tutta prima sembra immobile, sempre uguale a se stessa, immutabile nel suo fascino ed incanto, troppe volte narrata per non scivolare nella dimensione del mito e della leggenda. Ebbene, pur trattandosi dell’ennesimo libro su Venezia, il volume vuole raccontare la città in maniera meno convenzionale del solito e con un taglio volutamente sintetico e propedeutico ad altre ricerche: descrivendone le vicende – secondo gli intendimenti della collana – a partire da tre prospettive distinte, anche se tra loro intrinsecamente congiunte, quali il tempo, le fonti e lo spazio, corredate ciascuna da ampi quadri di informazione bibliografica. Nella prima parte, pertanto, viene tratteggiata la storia medievale di Venezia seguendone lo sviluppo cronologico, dalle origini sino alla fine del XV secolo; nella seconda ci si sofferma sull’ampio corredo di fonti scritte a disposizione degli studiosi, descrivendone strutture, consistenze e luoghi di conservazione; nella terza, infine, si illustrano il patrimonio artistico e la tassonomia urbanistica della città, per delinearne, sempre molto sinteticamente, la fisionomia architettonica e monumentale.

Indice:
Premessa - Parte prima: profilo generale - Parte seconda: le fonti scritte - Parte terza: il paesaggio urbano e le opere d’arte - Bibliografia - Indice dei nomi propri di persona e di luogo.