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14. Giorgio Vespignani, Ippodromo. Il circo di Costantinopoli Nuova Roma dalla realtà alla storiografia. Spoleto 2010, pp. VI-304, illustrato.

14. Giorgio Vespignani, Ippodromo. Il circo di Costantinopoli Nuova Roma dalla realtà alla storiografia. Spoleto 2010, pp. VI-304, illustrato.

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La epifania del Princeps in quel vero e proprio palazzo che è la loggia imperiale del circo (Pulvinar, Kathisma) durante i ludi, il momento in cui, cioè, lasciate le inaccessibili aulae del Palatium, egli appariva di fronte alla folla dei suoi sudditi, vestito e parato di tutte le insegne del potere, paragonabile ad un sole che sorge, fa sì che il circo divenga nella tarda Antichità il luogo deputato all’atto più impressionante e coinvolgente della teatrale rappresentazione della esaltazione della ideologia dell’impero dei Romani e dei suoi Principes, della loro Vittoria perpetua e quindi della loro eternità, secondo un cerimoniale minuziosamente regolato in ciascun passaggio atto a scandire trionfi, incoronazioni, festività e assunzioni di cariche magistratuali. Al di là del fatto che per mantenere in moto la complessa e costosissima macchina organizzativa dei ludi, imperatori e magistrati di grado più elevato erano disposti ad investirvi intere fortune, fino a quando ciò sarà possibile. Il complesso architettonico Circo-Palatium, di conseguenza, appare come il luogo “forte”, nei secc. IV-VI, della città che, coinvolta dalla presenza del Princeps e della sua corte, assumeva lo status di regia civitas: grazie alla operazione anche dal carattere magico ed augurale di reduplicazione del modello romano del complesso Circus Maximus-Domus Augustana nella versione ultima del complesso Grande Ippodromo-Palazzo Sacro, Costantinopoli può divenire la Nuova Roma. Una scena, quella della epifania dell’imperatore nel Kathisma, che, grazie anche al simbolismo del circo nel quale sono presenti componenti di carattere cosmico-agraria come solare e astrale, appare tanto significativa della ideologia politica romano-orientale dal secolo IV fino al XII, da divenire qui strumento di studio, quando viene fissata e diffusa in ogni angolo della ecumene mediterranea grazie alla rappresentazione nei mosaici delle Villae dei rappresentanti del ceto dirigente, nei dittici consolari dei secc. IV-VI, nei pannelli marmorei (a cominciare da quello della base dell’obelisco fatto erigere da Teodosio il Grande sulla spina del Grande Ippodromo di Costantinopoli Nuova Roma alla fine del sec. IV), ma anche, stilizzata, in oggetti di uso quotidiano (scodelle di vetro, pesi monetali), fino al caso della sua reduplicazione degli affreschi cosiddetti «del circo» della Cattedrale della Santa Sofia di Kiev del sec. XII. La storiografia moderna, a partire dalla fine del secolo XVIII col Gibbon, ha interpretato il confronto Princeps-sudditi e le intemperanze dei fazionari delle corse dei carri dei secoli IV-VII secondo le più diverse ideologie del proprio tempo: esempio di quanto la storiografia possa interpretare e trasformare la realtà storica.

INDICE: INTRODUZIONE - ABBREVIAZIONI USATE - I. IL CIRCO-IPPODROMO BIZANTINO E LE FAZIONI NELLA STORIOGRAFIA EUROPEA MODERNA E CONTEMPORANEA - II. IL SIMBOLISMO DEL CIRCO - III. L’IPPODROMO BIZANTINO DA ROMA A COSTANTINOPOLI NUOVA ROMA - IV. IL CERIMONIALE DELL’IPPODROMO E L’IDEOLOGIA POLITICA BIZANTINA - APPENDICE: IL CIRCO-IPPODROMO NELLA IDEOLOGIA DELLA CITTÀ TARDOANTICA E BIZANTINA. SAGGIO DI BIBLIOGRAFIA CRITICA (1983-2008) – TAVOLE - INDICI


ISBN 978-88-7988-197-5