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16. Gian Maria Varanini, VERONA

16. Gian Maria Varanini, VERONA

Codice Prodotto: ISBN: 978-88-6809-260-3
Disponibilità: In Stock
Prezzo: 20,00€

IL MEDIOEVO NELLE CITTÀ ITALIANE, 16      (VISIONA TUTTI I VOLUMI DELLA COLLANA)

Spoleto 2019, pp. VIII-300, tavv. f.t. 16, ISBN: 9788868092603

Nei decenni tra Ottocento e Novecento, le conseguenze di una drammatica inondazione spezzarono irrimediabilmente  il legame vitale tra l’organismo urbano della città di Verona e i corsi d’acqua (non solo l’Adige) che dal medioevo ne alimentavano commerci, manifatture, vita; e la prima guerra mondiale liberò la città dalle servitù militari e da quella stigmata di ‘città fortezza’ che l’aveva a lungo segnata. Rispetto al medioevo, questa congiuntura di intensa trasformazione aggiunse i suoi effetti a quelli prodotti dall’età moderna (coi tanti palazzi patrizi costruiti e ricostruiti sui medesimi sedimi delle torri medievali, con la trasformazione e riqualificazione di spazi importanti come piazza Bra).
Anche per Verona,  dunque, rileggere e riproporre i connotati della città medievale significa in parte effettuare una ‘ricostruzione’ ideale – per tacere, ancora, della necessità di contestualizzare e decodificare il medievalismo otto-novecentesco. In effetti per mille anni, dall’età di Teoderico al Rinascimento, la città – oltre che, beninteso, espandersi territorialmente in modo cospicuo sino a comprendere chiese e borghi suburbani, come nel caso del monastero di S. Zeno – aveva insistito sullo stesso spazio della città romana (perfettamente riconoscibile nell’impianto topografico oltre che in alcune formidabili evidenze, come l’Arena e alcune porte monumentali). In molti luoghi dunque il medioevo è nascosto e sotterraneo; ma in altri, e specialmente nelle chiese romaniche e gotiche, e nelle testimonianza pittoriche e plastiche in esse o presso di esse conservate, è conclamato ed evidente.
Verona medievale si presenta dunque come un’ottima palestra nella quale adottare strategie plurime di ricerca, che tengano conto delle testimonianze archeologiche di età antica e medievale, della stratigrafia degli elevati, della documentazione scritta, delle fonti iconografiche, cartografiche, storico-artistiche. In parte, questo lavoro è stato portato assai avanti,  nei decenni scorsi: ad esempio, grazie a scavi archeologici importanti la discussione sulla storia urbana tardo-antica e altomedievale della città ha costituito un’occasione importante di dibattito, assumendo un valore quasi paradigmatico per l’Italia centro-settentrionale; ma anche molti altri monumenti, siti e contesti del pieno medioevo sono stati oggetto di approfondimento interdisciplinare. Uno degli obiettivi del volume è stato dunque quello di sistematizzare le conoscenze recentemente acquisite sulla storia del manufatto urbano medievale.
A sua volta, la civitas che si è rispecchiata in questa nobile e varia ‘materia urbana’, è oggi molto meglio conosciuta, a sua volta, di quanto non fosse in passato, anche sotto il profilo della storia sociale e della prosopografia: e una nobile tradizione di studi di storia politica è stata arricchita. Ne esce l’immagine di una città che innanzitutto mantiene, lungo tutto l’arco del medioevo, una posizione di egemonia sul proprio territorio, e che svolge una strutturale funzione di snodo commerciale e di crocevia (nord-sud, est-ovest) ‘logistico’ alla quale era vocata dalla geografia, e a partire dall’età ottoniana anche dalle scelte politiche dell’impero tedesco (per il controllo della via del Brennero: Verona ianua Italie). A ciò si aggiunge anche una vocazione manifatturiera importante, per il lungo arco congiunturale che va dal XII-XIII al XVI secolo e  che contribuisce in modo importante alla sua floridezza. In questo senso, i ‘primati’ del medioevo comunale e signorile veronese sotto il profilo sociale e politico – l’organizzazione dei mercatores, il saldo disciplinamento del  distretto, uno dei regimi signorili più precoci, e il più longevo, dell’Italia intera, il cruciale controllo di monasteri e chiese e dei loro patrimoni da parte del potere cittadino – appaiono semplici epifenomeni di una ‘centralità’ urbana che ha pochi termini di paragone fra le città padane. E che neppure la perdita dell’indipendenza politica (con l’assoggettamento a Venezia) è in grado di modificare in modo sostanziale.

Indice:
Parte prima: profilo generale -  Parte seconda: le fonti scritte - Parte terza: il paesaggio urbano e le opere d’arte - Bibliografia - Indice dei nomi di persona e di luogo.